sabato 26 maggio 2012

IN MEMORIA DEL CARO BRUNO ANTONINI

Corre a te il nostro caro pensiero, Bruno,
che con la tua energia e il tuo sorriso
rappresenti la nostra forza.
Pur non essendo piu' ora tra noi sapremo dove trovarti...
...ovunque noi saremo!
ciao dal comitato

venerdì 18 maggio 2012

«No ai rifiuti da Bergamo, iniziamo il porta a porta»


La differenziata è ferma al 40% contro il 65% imposto dalla legge. «Serve un controllo oggettivo del termoutilizzatore»
Basta rifiuti nell'inceneritore di Brescia, che già smaltisce 800mila tonnellate l'anno. No all'arrivo di immondizia dai 60 comuni bergamaschi e si all'introduzione, almeno in via sperimentale, della raccolta porta a porta, unico modo per aumentare la percentuale di differenziata, che in città è sostanzialmente ferma da 10 anni intorno al 40%. A chiederlo
con una lettera al sindaco e all'assessore Vilardi sono Gabriele Avalli, Nicola Donda e Valter Braghini, in rappresentanza della Civica Brescia. «Il sistema di smaltimento dei rifiuti con inceneritore- scrivono - all'avanguardia negli anni 70, necessita di un ripensamento.
Chiediamo un controllo oggettivo di quanto e cosa viene smaltito nell'impianto del Termoutilizzatore, chiediamo al Sindaco Paroli e all'assessore Vilardi un gesto deciso per ridurre i rifiuti da bruciare, iniziando la raccolta porta a porta almeno all’ inizio in via
sperimentale in una circoscrizione, coinvolgendo con assemblee ad hoc tutti i cittadini». I tre rappresentanti della Civica aggiungono:«Alla notizia che nell’ inceneritore di Brescia verranno bruciati, oltre alle attuali 796.000 tonnellate l'anno, anche i rifiuti provenienti da
sessanta comuni bergamaschi, pensavamo che qualcuno si sarebbe incatenato all'ingresso del termo-utilizzatore, come aveva promesso quando si era ventilata l'ipotesi di portare a Brescia i rifiuti di Napoli. Ma nelle sale della Loggia tutto tace. L'Asl ha certificato da poco che patologie respiratorie e tumori sono in aumento, soprattutto quelli che colpiscono i bambini nella zona est della città. Brescia deve fare la sua parte, deve aumentare la percentuale di raccolta
differenziata in modo da inviarne meno all'inceneritore». Gli obblighi di legge impongono infatti che entro il 2012 la raccolta differenziata di rifiuti raggiunga almeno il 65%. Mentre la città è ferma al 40%.
«Inoltre in provincia è smaltito il 76% dei rifiuti «speciali» lombardi e
non riteniamo che ci sia bisogno di aumentare l'inquinamento della
città».
Fonte: Corriere della Sera

Rifiuti in fuga, da Bergamo a Brescia


Già 60 i comuni orobici che hanno «mollato» Rea per A2A: il risparmio è di circa 20 euro a tonnellata
Rifiuti in fuga da Bergamo verso Brescia. Il cui inceneritore già brucia
808mila tonnellate l'anno. Da inizio anno sono almeno 60 i comuni
bergamaschi che hanno mollato» la multiutility Rea di Dalmine per
stipulare contratti con Brescia. Motivo? Il nostro inceneritore è più
conveniente. Sarà questione di economica di scala (Rea brucia «solo»
150mila ton/l'anno) ma a Brescia smaltire una tonnellata di rsu (rifiuti solidi urbani) costa 92 euro (più 6 di trasporto) contro i 113 di Bergamo. Per questo 15 società di gestione bergamasche, visto che il 31 dicembre 2011 è scaduta la convenzione, hanno avviato i bandi per
assegnare il servizio di smaltimento rifiuti. Già 20mila l'anno le tonnellate in arrivo da Bergamo. Che potrebbero raddoppiare nel giro di pochi mesi. Mentre i vertici di A2A stanno a discutere di sistema duale, di divisione dei settori (A Brescia l'ambiente, che vuol dire
gestione rifiuti, a Milano l'energia) il braccio operativo della mulitutility precorre i tempi. Con solerzia bresciana.
Fonte: Corriere della Sera

mercoledì 16 maggio 2012

AD OSPITALETTO SI DISCUTE DI BOSCO STELLA...


Ospitaletto 15 maggio 2012.

Sala polifunzionale gremita ad
Ospitaletto per l’assemblea organizzata dai Comitati Salute e Ambiente di
Ospitaletto, Castegnato, Paderno e Passirano per fare il punto della situazione su “Bosco Stella” e numerosi gli interventi del pubblico e dei rappresentanti politici presenti a testimoniare che il livello di attenzione rimane altissimo nei confronti di un iter autorizzativo che, alla luce anche dei recenti pareri nettamente negativi espressi da ASL, ARPA, settore Agricoltura della Regione Lombardia e di altri settori con pesanti limitazioni, appare sempre più frutto di una forzatura che evidenzia la natura di un progetto che non scaturisce come soluzione ottimale conseguente ad un’analisi delle problematiche di gestione dei rifiuti, ma PRIMA “qualcuno” ha promesso la realizzazione della discarica e
poi si è cercato di costruirgli un progetto intorno che ne giustificasse la scelta, ma tutto questo a discapito della tutela del territorio e della salute dei cittadini.
Gli interventi dei relatori Dante Buizza e Giuseppe Orizio, rispettivamente Sindaci dei Comuni di Travagliato e Castegnato, hanno fatto chiarezza su alcuni punti che strumentalmente venivano
utilizzati per mettere in discussione la determinazione di Comitati ed Amministrazioni
Comunali nell’azione di contrasto alla realizzazione della discarica Bosco Stella.

Buizza ha spiegato le condizioni che hanno permesso all’Amministrazione di Travagliato di evitare l’apertura di una nuova discarica con un’operazione di esproprio per pubblica utilità e cioè:
-) dimensioni limitate che rendono percorribile e dimostrabile la possibilità di finanziamento pubblico;
-) esclusione dal piano provinciale cave e quindi la possibilità di intervenire a livello Comunale;
-) destinazione a bosco ceduo;
-) ultimazione dell’attività di escavazione.
Tutte condizioni non applicabili,
purtroppo, a Bosco Stella.

Orizio ha evidenziato come, a 60 gg dalla riunione di concertazione in Regione Lombardia per il parere di impatto ambientale, si stia assistendo ad un silenzio “onomatopeutico”, un
silenzio che rimbomba e che preoccupa, invitando tutti a lasciar perdere tentativi “miracolistici” per cercare di opporsi alla discarica intentati e proposti da chi invece è cieco e sordo nei confronti di chi ha la responsabilità dell’eventuale autorizzazione: Provincia di Brescia che si è resa protagonista di un documento di VIA possibilista, e Regione Lombardia. Ha inoltre ricordato
la variante in corso al PGT di Castegnato con la proposta del polo dell’energia che sarà comunque efficace solo a seguito del diniego dell’autorizzazione della discarica perché la normativa vigente prevede, in caso di autorizzazione regionale, la deroga nei confronti di qualsiasi previsione dagli strumenti urbanistici comunali.

Erano presenti:
-) Patitucci, consigliere
Regionale IDV, che ha elogiato la caparbietà dei comitati ed ha ricordato le
iniziative in consiglio regionale che hanno portato all’approvazione unanime di
una mozione di contrarietà a Bosco Stella;
-) Bertocchi, segretario
provinciale PRC, che ha invitato la politica “ad andare con i piedi nel piatto”
ricordando le responsabilità oggettive di chi governa che hanno portato a
questa situazione privilegiando interessi privati a discapito della
collettività e la necessità di una “politica dei rifiuti” con la proposta di un
Legge di iniziativa popolare;
-) Bisinella, segretario
provinciale PD, che ha esposto le iniziative del suo partito a sostegno della
battaglia contro l’autorizzazione della discarica ricordando, essendo anche
Sindaco di Leno, che i Sindaci sono i primi responsabili della salute dei
propri cittadini.
Grave e significativa l’assenza di qualsiasi rappresentante dei partiti di maggioranza in Provincia e Regione.

Numerosi anche gli interventi del pubblico presente: Attilio Andreoli, Silvio Parzanini, Daniele Pigoli, Fausto Bondioli, Giuseppe Mazzetti, Giovanni Battista Sarnico e Federico Cristini.

Nelle repliche finali Buizza ha auspicato una modifica della Legge che comporti una sorta di “federalismo espropriativo” dove il diritto di escavazione sia pubblico e concesso dall’Amministrazione Comunale mentre Orizio ha riportato l’attenzione sull’individuazione di chi può decidere e cioè le forze politiche che governano Provincia e Regione.

Siamo molto soddisfatti della serata che ha contribuito a fare chiarezza su alcuni punti che davano adito a fraintendimenti ed abbiamo richiamato la politica, responsabile vera
dell’eventuale autorizzazione di Bosco Stella, a passare dalle parole ai fatti.
Il richiedente è A2A , azienda che annovera fra gli azionisti i Comuni di Brescia e Milano con una quota complessiva del 55% di azioni, amministrazioni che SONO espressioni “politiche”
e con consigli di gestione e di sorveglianza che hanno nomine “politiche”, ebbene se è vero che tutti i partiti sono contrari a Bosco Stella, vogliamo che inducano A2A al ritiro definitivo di un progetto che, come definito da ASL è “insostenibile per la qualità della vita dei residenti” augurandoci che nel frattempo anche la Regione Lombardia nel documento
definitivo di valutazione di impatto ambientale dia il giusto peso ai pareri espressi dagli enti che guardano gli aspetti relativi ALLA SALUTE DEI CITTADINI ED ALLA TUTELA TERRITORIO.
I Comitati non si fermeranno e saranno vigili, come ricordato la settimana scorsa all’Assessore Regionale Belotti vogliamo essere interpreti del suo pensiero “la Franciacorta è un ben di Dio da tutelare e salvaguardare…………..le soluzioni calate dall’alto non vanno da nessuna parte” ed in merito al suo pensiero di “federalismo” nello stoccaggio dei rifiuti dove vengono prodotti,
ricordiamo che per oltre 30 anni nel nostro territorio sono stati stoccati rifiuti provenienti da ogni parte d’Italia e non solo, e che se è vero che Brescia abbia una produzione industriale considerevole e quindi una proporzionale produzione di rifiuti industriali, è anche vero che questa presenza industriale è portatrice già di per sé di criticità e compromissioni ambientale che i cittadini del bresciano subiscono, per una produzione di cui però non fruiscono in “esclusiva”.


Giuseppe Antonini
Comitato
Salute e Ambiente di Ospitaletto